Il Teatro Argentina di Roma ha ospitato ieri sera la cerimonia de Le Maschere del Teatro Italiano 2026, il riconoscimento considerato l’equivalente degli Oscar per il palcoscenico italiano, trasmesso in differita su Rai1 e condotto da Serena Autieri e Roberto Bannò. Come racconta Daniela Giammusso per Ansa il regista canadese Robert Carsen ha ritirato il premio principale parlando, in un italiano perfetto, dell’importanza del teatro come spazio di libertà democratica e di protesta contro le ingiustizie, un valore da difendere insieme agli altri diritti fondamentali.
Il suo allestimento dell’Antigone di Sofocle, con Camilla Semino Favro protagonista e prodotto dall’Inda di Siracusa, è stato premiato come miglior spettacolo di prosa della stagione, chiudendo la trilogia sofoclea iniziata con Edipo Re ed Edipo a Colono.
Tra gli altri riconoscimenti della serata, Arturo Cirillo ha vinto come miglior regista per Le false confidenze di Marivaux, spettacolo premiato anche per i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Pasquale Mari. Luca Lazzareschi e Pia Lanciotti sono stati proclamati migliori attori protagonisti per Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, diretto da Carlo Sciaccaluga, che si è aggiudicato anche il premio per le scenografie di Anna Varaldo. Paolo Serra ha ricevuto la maschera come miglior attore non protagonista per Sabato, domenica e lunedì, mentre Giulia Lazzarini, 92 anni, ha conquistato quella di miglior attrice non protagonista per Miracolo a Milano, accolta da due standing ovation di tutto il teatro e visibilmente commossa per un riconoscimento arrivato, come ha detto lei stessa, quasi a chiudere un cerchio e ad aprirne un altro.
Elio Germano ha vinto invece come miglior interprete di monologo per La guerra com’è, tratto dal libro del fondatore di Emergency Gino Strada, sottolineando come lo spettacolo serva a smontare la retorica che giustifica i conflitti e a ribadire che le risorse andrebbero destinate a sanità, istruzione e cultura piuttosto che alla guerra. Completano il quadro dei premi Leda Kreider come attrice emergente per Improvvisamente l’estate scorsa, Andrea Nicolini per le migliori musiche di Lungo viaggio verso la notte e Gabriele Di Luca come miglior autore di novità italiana per Misurare il salto delle rane.
La cerimonia è stata anche l’occasione per affrontare il tema del sostegno pubblico al teatro di prosa: richiamando l’appello rivolto dal presidente Sergio Mattarella ai finalisti in occasione dell’incontro al Quirinale, il direttore artistico del Teatro di Roma Luca De Fusco ha denunciato uno squilibrio storico nei finanziamenti alla spesa per lo spettacolo rispetto a lirica e cinema, con conseguenze pesanti su stipendi e dignità dei lavoratori del settore.
Il sottosegretario Pietro Cannella ha riconosciuto l’esistenza di queste disparità, assicurando che il Ministero se ne sta occupando pur trattandosi di un percorso complesso. La serata si è chiusa con i premi alla carriera assegnati a Massimo De Francovich, ad Angelin Preljocaj (premio Maurizio Scaparro) e a Daniele Cipriani, direttore artistico del Festival di Spoleto (premio Graziella Lonardi Buontempo).