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Finale Ligure dedica una mostra a Sergio Staino e ai "proto-fumetti" della Val Camonica

Dal legame ultrventennale del satirico fumettista con l'arte rupestre nasce "Bobo e la Valle dei Segni" all'interno della cornice della XXIV edizione del Festival dallo Sciamano allo Showman.

Finale Ligure dedica una mostra a Sergio Staino e ai "proto-fumetti" della Val Camonica
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20 Ottobre 2026 - 15.42 Culture


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Il Complesso Monumentale dei Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, si prepara ad ospitare l’inedito dialogo visivo tra la dissacrante satira di Sergio Staino e le antiche incisioni rupestri della Valle Camonica, con la mostra Bobo e la Valle dei Segni. Sarà inaugurata il 31 ottobre nella cornice del Festival dallo Sciamano allo Showman e proseguirà fino al 21 novembre, rappresentando un occasione per celebrare l’eredità del vignettista toscano, esplorando le radici millenarie del segno grafico, tra preistoria, ecologia e fumetto contemporaneo. 

Sergio Staino nel corso della sua carriera ebbe un ultraventennale legame con il patrimonio rupestre della Val Camonica, Patrimonio Unesco dal 1979, ritenendolo non solo frutto della preistoria dell’uomo, ma primo linguaggio universale dell’umanità, reale codice visivo capace di abbattere le barriere culturali, vero e proprio “proto-fumetto” inciso su roccia. Da questa suggestione nasceva già nel 2012, il progetto Pitoon – I pitoti in cartoon, ideato con Nini Giacomelli, insieme al Gruppo Istituzionale di Coordinamento del Sito Unesco e al Distretto Culturale della Valle Camonica, che ancora oggi coinvolge nuove generazioni di cartoonist e fumettisti con il Premio Nazionale Sergio Staino – Pitoon. 

La mostra a Finale Ligure, curata da Bruno Luverà insieme a Nini Giacomelli, che sarà ospitata nelle sale dei Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, uno dei tre urbani del comune savonese, prevede un percorso espositivo articolato in cinque sezioni: Pitoti, video e pannelli che illustrano le incisioni rupestri della Valle Camonica, con guerrieri, animali, simboli e gesti quotidiani; Pitoon – I pitoti in cartoon, alcune delle vignette di Staino e dei vincitori del Concorso Premio Staino Pitoon, con Bobo preistorico, in cui passato e presente si intrecciano con la consueta ironia, come se la storia dell’uomo fosse un’unica lunga striscia di fumetto; la sezione Bobo allo Shomano, ospita le opere satiriche di Staino, realizzate durante le sue partecipazioni al Festival dallo Sciamano allo Showman; Bobo ambientalista che sarà dedicata al rapporto tra uomo e natura e alle sfide ecologiche contemporanee; Gli amici di Bobo avrà in mostra i fumetti in omaggio a Staino, realizzati da Ellekappa, Maicol&Mirco, Laura Scarpa, Joshua Held, Vanna Vinci, Simona Binni e Simone Cristicchi, che divengono una sorta di coro affettuoso e pungente nei confronti del maestro. L’esperienza espositiva sarà arricchita da una serie di video con interviste di Sergio Staino. 

Ad arricchire la mostra ci saranno anche quattro opere di Marco Nereo Rotelli, Storie Camune, dedicate all’arte rupestre della Valle Camonica e alla memoria di Sergio Secondiano Sacchi. Nelle sue opere l’artista trasforma le incisioni rupestri in nuova dimensione visiva, attraverso l’uso del blu intenso come metafora dell’infinito e dello spazio della conoscenza, così definendo uno spazio di costellazioni simboliche che non imitano il passato, ma lo riattivano. Il progetto interseca l’omaggio alla civiltà preistorica della Valle Camonica con un tributo alla visione culturale di Sergio Sacchi, storico direttore artistico del Club Tenco, scrittore, poeta, traduttore di diversi tra i più importanti autori della canzone internazionale, a cui quest’anno è dedicata la XXIV edizione del Festival dallo Sciamano allo Showman. Le opere di Marco Nereo Rotelli realizzano così una visione che ha fondamento nel dialogo tra discipline, fondate sulla centralità della ricerca artistica, che ha la capacità di creare ponti tra passato e futuro, attraverso l’incontro tra conoscenza, sensibilità e immaginazione. 

Ulteriore proposito della mostra Bobo e la Valle dei Segni è anche quella di creare un primo momento di connessione tra due mondi preistorici che hanno prodotto incisioni e culture rupestri, quello più noto della Valle Camonica, con quello del Ciappo delle Conche, sito a Orco Feglino, in provincia di Savona, nell’area del Finalese e gestito dal Museo Archeologico del Finale – Chiostri di Santa Caterina di Finale Ligure Borgo.

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