Da gennaio gli studenti universitari impegnati nel volontariato potranno contare su un nuovo strumento per riconoscere formalmente le esperienze maturate nelle associazioni dei rispettivi atenei. Si chiama Civic engagement badge ed è il riconoscimento digitale promosso da Andisu, su proposta di Erasmus Student Network (Esn) Italia, con il supporto tecnico di Cineca e gli auspici del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Il badge certificherà il tempo dedicato alle associazioni e le competenze acquisite durante il percorso. Sono previste due tipologie: il badge Leadership, destinato agli studenti che hanno svolto attività di coordinamento all’interno di un progetto, e il badge Volunteering, rivolto a chi ha partecipato alle attività di volontariato senza ricoprire ruoli di coordinamento. A spiegare la struttura del riconoscimento è Daniele Maoddi, delegato Andisu per il progetto. Entrambi i badge porteranno il logo Andisu e, auspicabilmente, quello del Ministero dell’Università, la cui presenza è stata formalmente richiesta e per la quale si attende una deliberazione nelle prossime settimane.
Il badge sarà inviato direttamente alla casella e-mail dello studente e potrà essere utilizzato a livello nazionale. L’obiettivo è rendere riconoscibile questa esperienza anche al di fuori dell’università. “Il Civic engagement badge colma un vuoto reale”, osserva all’Adnkronos/Labitalia Fausto Desiderio, presidente di Ufe (Universitari Federalisti Europei) Sapienza. “Chi fa attivismo universitario sa quanto tempo ed energie richieda l’impegno associativo, e finora tutto questo restava invisibile su un curriculum”. Desiderio riconosce a Esn il merito di aver avuto l’intuizione e sottolinea come una proposta nata dagli studenti sia arrivata a coinvolgere enti e Ministero, definendolo un risultato importante per l’associazionismo universitario.
Secondo Desiderio, l’iniziativa potrebbe anche crescere. L’Unione europea ha già delle credenziali digitali per l’apprendimento, che certificano anche il volontariato e finiscono nel portafoglio Europass dello studente. Grazie al sigillo elettronico qualificato, sono verificabili come autentiche in tutti i 27 Stati membri. “Sarebbe bello che lo studente che fa volontariato a Roma e poi parte in Erasmus per Lipsia potesse spendere il proprio badge anche lì “, afferma Desiderio, suggerendo ad Andisu e al Ministero di valutare l’utilizzo di standard aperti. “Il volontariato universitario è già una scuola di cittadinanza europea, e ci piacerebbe vederlo crescere in una cornice altrettanto europea”.
Alla base dell’iniziativa c’è una proposta di Esn Italia. “L’idea nasce da una nostra proposta, con l’obiettivo di dare finalmente un riconoscimento formale a un impegno che gli studenti mettono in campo ogni giorno nelle nostre università “, spiega la presidente Matilde Quaglia. Il lavoro con Andisu e il coinvolgimento del Ministero hanno portato alla costruzione di uno strumento semplice, ma solido.
Per Emilio Di Marzio, presidente di Andisu: “Uno studente che dedica tempo, energie e competenze a un’associazione universitaria non dispone di uno strumento che riconosca e certifichi formalmente questo percorso”. Il badge nasce quindi per colmare questo vuoto e incentivare la partecipazione, dando valore a un impegno che troppo spesso resta invisibile.
La certificazione potrà essere inserita nel curriculum e utilizzata sulle piattaforme professionali, come LinkedIn. Ma, sottolinea Di Marzio, l’aspetto centrale riguarda soprattutto le competenze sviluppate attraverso l’impegno associativo: dalla capacità di lavorare in gruppo al coordinamento di progetti, dal problem solving alla gestione delle relazioni. “Con questo strumento vogliamo riconoscere non soltanto il tempo che uno studente dedica agli altri e alla propria comunità universitaria, ma anche il patrimonio di competenze che costruisce attraverso quell’esperienza”, conclude.