"Sogno di una notte di fine estate", Pienza come non l'avete mai vista | Giornale dello Spettacolo
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"Sogno di una notte di fine estate", Pienza come non l'avete mai vista

Sabato 19 settembre il tour tra arte, architettura e il brindisi panoramico a Palazzo Piccolomini

"Sogno di una notte di fine estate", Pienza come non l'avete mai vista
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11 Settembre 2026 - 12.38 Culture


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Il 19 settembre, una Pienza inghiottita dalla notte ospiterà “Sogno di una notte di fine estate”, un’iniziativa di Opera Laboratori pensata per raccontare il patrimonio artistico della città in una veste insolita e suggestiva.

I visitatori avranno l’opportunità di entrare nei musei e vivere alcuni dei luoghi simbolo di Pienza in un contesto fuori dal comune, nelle ore in cui solitamente sono chiusi al pubblico. 

I tour guidati inizieranno alle 21 e accompagneranno i partecipanti alla scoperta dell’anima della città ideale di Pio II, attraverso un itinerario che toccherà luoghi maestosi come Palazzo Piccolomini, la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Palazzo Borgia, sede del Museo Diocesano. Al termine del tour, il giardino pensile di Palazzo Piccolomini attenderà i visitatori per un brindisi sulla terrazza panoramica. Un’occasione per ammirare la città al chiaro di luna e lasciarsi sorprendere dalla sua bellezza, scoprendo come anche una luce diversa possa offrire un nuovo modo di conoscere e vivere Pienza.

L’appuntamento si inserisce in un più ampio calendario di visite, pensate per valorizzare il patrimonio museale della città attraverso iniziative nuove ed originali. Tra queste figura anche l’evento speciale in programma nei giorni precedenti: sabato 12 settembre, alle ore 18, si terrà infatti “Con gli occhi di Pio II”, una visita guidata a Palazzo Piccolomini dedicata alla scoperta degli usi e della vita rinascimentale, seguita da un aperitivo sulla loggia del piano nobile.
Due proposte differenti, unite dallo stesso obiettivo: raccontare Pienza attraverso un dialogo profondo tra patrimonio, tempo e paesaggio, offrendo l’occasione di guardare luoghi conosciuti da prospettive nuove.

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