L’Università di Siena entra nella rete internazionale delle Cattedre UNESCO con un progetto dedicato a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il contrasto al traffico illecito dei beni culturali e la tutela dei diritti culturali delle comunità.
È stata infatti istituita la nuova Cattedra UNESCO sul Traffico illecito dei beni culturali e Diritti Culturali, un riconoscimento ottenuto per la prima volta nella storia dell’Ateneo senese dopo un articolato percorso di valutazione che ha coinvolto UNESCO, Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Ministero degli Affari Esteri e Ministero dell’Università e della Ricerca.
La Cattedra, attiva per quattro anni e rinnovabile, sarà guidata da Alesia Koush, archeologa ed esperta internazionale di traffico illecito dei beni culturali, insieme al co-titolare Massimo D’Auria, docente di diritto privato presso il Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici.
L’obiettivo del nuovo centro di ricerca è duplice. Da un lato approfondire le conseguenze giuridiche, economiche e sociali del traffico illecito sul patrimonio culturale e sui diritti delle comunità coinvolte, dall’altro individuare modelli virtuosi capaci di trasformare i processi di restituzione dei beni trafugati in occasioni di sviluppo locale e partecipazione civile.
La prospettiva è quella delineata dalla Convenzione di Faro del 2005, che riconosce alle comunità un ruolo centrale nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio culturale. In questa visione, le popolazioni colpite dal saccheggio non sono semplici vittime, ma possono diventare protagoniste della tutela e della trasmissione della propria memoria storica.
Accanto alla ricerca, la Cattedra promuoverà attività didattiche e formative interdisciplinari. Tra le iniziative previste figurano moduli specialistici nei corsi universitari, il coinvolgimento del Master in Management del Patrimonio Culturale, programmi di mobilità internazionale, borse di studio, tirocini, workshop, seminari e conferenze rivolte sia agli studiosi sia alle comunità locali interessate dai processi di recupero del patrimonio.
Il progetto coinvolge tre dipartimenti dell’Università di Siena, Studi Aziendali e Giuridici, Scienze Sociali, Politiche e Cognitive e Scienze Politiche e Internazionali, e può contare su una rete internazionale di oltre venticinque partner tra università, centri di ricerca, studi legali e organizzazioni non governative provenienti da Europa, Medio Oriente, Stati Uniti e Giappone.
Già oggi la Cattedra opera sul campo attraverso progetti di archeologia pubblica partecipata in Italia e in Iraq sviluppati insieme al CAMNES: Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies.
A sostenere la nuova iniziativa sarà anche The Journal of Cultural Heritage Crime, prima testata giornalistica italiana specializzata nell’informazione dedicata alla tutela del patrimonio culturale e al contrasto dei reati contro i beni culturali.
L’ingresso nella rete delle Cattedre UNESCO rappresenta per l’Università di Siena non solo un importante riconoscimento internazionale, ma anche l’occasione per affermarsi come punto di riferimento nel dibattito su patrimonio culturale, diritti umani, legalità, sviluppo sostenibile e diplomazia culturale.