di Lapo Vinattieri
Sono le esibizioni come quella di Achille Lauro a fare di Sanremo il Festival della musica italiana. Il cantautore romano rende omaggio alla memoria del disastro di Crans-Montana dello scorso Capodanno con la sua “Perdutamente”, canzone simbolo della vicenda in quanto cantata dalla madre di Achille Barosi, una delle vittime della tragedia avvenuta in Svizzera, mentre il feretro del figlio veniva caricato sul carro funebre.
Un’esibizione da brividi, aperta dalla soprano Valentina Gargano e da un coro di 20 elementi. Un testo che parla di fragilità, ossessione e del senso della vita, temi che in questo contesto trasformano la canzone in memoria. “Achille canta per quei ragazzi che sono morti e per quelli che lottano ancora, affinché queste tragedie non accadano più”, ha detto Carlo Conti, prima di lasciare la scena ad un Lauro in total white.
E Lauro l’ha dominata la scena, eccome. Dopo una performance toccante, conclusa da una smorfia straziante del cantante romano che è riuscito a malapena a trattenere le lacrime, tutto l’Ariston si è alzato in piedi per dedicargli una meritata standing ovation celebrata successivamente anche da Laura Pausini con le parole che la stessa cantante aveva pronunciato durante l’incontro con il Presidente Mattarella lo scorso 13 febbraio.
“Lei ha detto che la musica anche popolare, pop, italiana, rappresenta una parte importante della cultura del nostro Paese”. Parole che hanno seguito le splendide parole dello stesso Lauro al termine della sua esibizione: “credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita. Se questa cosa possa aver confortato in questo modo anche solo una persona per noi era un dovere”.
L’applauso della platea è poi riecheggiato per diversi minuti nel silenzio del teatro, in quello che rimarrà uno dei momenti simbolo di questa edizione del Festival, forse addirittura della storia intera di Sanremo.
