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Da Don Matteo a Don Massimo il risultato non cambia

Grandi ascolti per la fiction di Raiuno dopo l'addio definitivo di Terence Hill dopo oltre 20 anni di onorato servizio e l'arrivo di Raul Bova

Da Don Matteo a Don Massimo il risultato non cambia
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30 Aprile 2022 - 21.48


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Di Leonardo Antonelli

E’ stato strano vedere Don Matteo per la prima volta senza Don Matteo. Tutti i telespettatori affezionati che da oltre 20 anni seguono la serie, ma anche coloro che, come me ci sono cresciuti, si sono trovati senz’altro spaesati nel vedere un nuovo volto e soprattutto un nuovo abito talare camminare per le vie di Spoleto, nonostante la casa produttrice della fiction, Lux Vide, lo avesse preannunciato da molto tempo.

Certamente in una serie così lunga e composta da molte puntate di colpi di scena ce ne sono stati a iosa, dalla morte della moglie e della figlia del Maresciallo Cecchini, l’uscita di scena dei due capitani dei Carabinieri interpretati prima da Flavio Insinna e poi da Simone Montedoro, il cambio del setting da Gubbio a Spoleto e tanti altri, ma questo sembrerebbe addirittura uno scossone alle fondamenta che ha sorretto una colonna portante della fiction Rai.

In parte, inevitabilmente, lo è stato e sicuramente non sarà più il Don Matteo che conosciamo (anche perché il nuovo parrocco si chiama, appunto, Massimo), ma ci sono alcuni aspetti di contatto e di continuità che non lasceranno il pubblico con l’amaro in bocca.

Anzitutto il fatto che la produzione abbia deciso fin da subito di svelare il fitto mistero che aleggiava attorno alla scomparsa misteriosa di Don Matteo nella scorsa puntata (Don Matteo si è recato in Africa per una missione diplomatica top secret) e di spiattellare il passato molto turbolento del nuovo don Massimo è stato un segno di grande rispetto e di affezione nei confronti del pubblico, che appunto, confuso, aveva bisogno di nuovi elementi di certezza per iniziare a costruire una nuova struttura della serie.

Inoltre è stato riprodotto e rappresentato in maniera a dir poco impeccabile da parte delle solide figure di contorno della serie lo smarrimento e la diffidenza dei telespettatori nei confronti del nuovo arrivato, che ha fatto fatica a dare fiducia al personaggio.

La Lux Vide ha inoltre scelto inoltre di arricchire le solite indagini e ricerche su omicidi, suicidi e rapine, con altri personaggi molto conosciuti ed apprezzati che molto facilemente si adatteranno al contesto e piaceranno a tutti.

Giovedì prossimo ad esempio ci sarà il debutto di Giancarlo Magalli come nuovo vescovo della diocesi di Spoleto che sarà di grande aiuto proprio a Don Massimo. (Magalli era stato originariamente scelto come protagonista della serie nel lontano 2000, ma ha rifiutato l’incarico ed è stato poi preso Terence Hill).

Al netto di tutte le considerazione che si possono fare e che in parte ho cercato di analizzare, la puntata di ieri ha ottenuto un ottimo risultato, anche al di là delle aspettative e superiore alla media della serie in questa stagione: l’ingresso di Don Massimo ha avuto un ascolto di oltre 6 milioni di spettatori e il 31% di share, segno che il nuovo arrivato ha buone possibilità di fare breccia nel curo del pubblico.

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