Tg3 usato a discrezione della sua direttora? Tg3 che ha sullo stomaco il premier Renzi e schiaccia l’occhio agli oppositori del segretario del PD? Mentre all’interno della redazione cresce il disagio e l’attesa per decisioni che riescano a voltare pagina sugli ultimi, lunghi, anni di gestione del Tg3, c’è chi pensa a nuove azioni per accendere i riflettori sul tg della terza Rete.
Torna all’attacco il Pd Anzaldi: “Un ricorso all’Agcom sugli squilibri al Tg3? Sto valutando se presentarlo o no. Tra l’altro a scoraggiare sono anche le tempistiche di risposta di questa Autorità di cui a volte si fatica ad apprezzare fino in fondo l’utilità: spesso Agcom risponde dopo mesi e mesi, quando ormai è inutile oppure inefficace operare dei riequilibri”. Risponde così il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, alla domanda se sia realmente intenzionato a presentare un esposto all’Agcom sul Tg3 a causa della eccessiva presenza degli esponenti della minoranza Pd nei telegiornali, spesso a nome di tutto il partito di maggioranza.
“Se penso al caso Annunziata – aggiunge Anzaldi – oppure ai tanti ricorsi presentati in campagna elettorale, le cui risposte sono arrivate quando ormai il voto si era tenuto, mi chiedo se sia realmente utile rivolgersi a questa Autorità che in altri casi, invece, si è mostrata molto pronta, soprattutto se sono in gioco interessi di altro tipo, diversi dal pluralismo e più vicine a logiche commerciali. Un altro esempio che mi viene in mente è la vicenda della bestemmia in onda su Rai 1: c’è voluto un anno per avere un pronunciamento”.