Giulio Cesare, il delitto dietro il mito

La nuova edizione del saggio di Michael Parenti rilegge le Idi di marzo alla luce dei conflitti sociali e della lotta per il potere nella Roma repubblicana.

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18 Ottobre 2026 - 18.44 Culture


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Da oggi è in libreria, in una nuova edizione, Il caso Giulio Cesare. Controstoria popolare di un delitto di classe dell’autore Michael Parenti. Una delle voci più originali della sinistra americana, un’appassionante indagine storica sulla fine della Repubblica romana.

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L’assassinio di Giulio Cesare è uno degli episodi più celebri della storia antica. Per secoli è stato raccontato soprattutto come il gesto estremo di uomini liberi contro un tiranno. Il politologo Michael Parenti, tra gli intellettuali più originali e influenti della sinistra americana, riapre il caso a partire dai conflitti sociali che attraversavano Roma: dietro le Idi di marzo non ci fu la difesa della Repubblica, ma l’esito violento di una lunga contrapposizione tra l’oligarchia senatoria, decisa a proteggere i propri privilegi, e il popolo.

Per ricostruire come maturò la congiura, Parenti allarga lo sguardo alla società romana: “È una storia di latifondi e squadracce, di padroni e schiavi, di patriarchi e donne sottomesse, capitalisti sfruttatori e province saccheggiate, capipopolo profittatori e rivolte urbane”. In una Repubblica così lacerata, le pur limitate riforme di Cesare bastarono perché l’aristocrazia vedesse in lui una minaccia da eliminare, al pari dei leader popolari che lo avevano preceduto. Ne emerge un delitto di classe, che precipitò Roma in nuove guerre civili e aprì la strada all’Impero.

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Con una scrittura coinvolgente e una documentazione solidissima, Parenti smonta il mito del tirannicidio e mostra come la nostra immagine di Roma sia stata modellata da una storiografia che ha privilegiato il punto di vista delle élite e ridotto la gente comune a una massa irrazionale e violenta. In questa nuova luce, anche altri personaggi storici assurti a simboli della virtù civica, da Cicerone a Bruto, si rivelano difensori degli interessi dell’oligarchia.

Il caso Giulio Cesare è una magistrale rilettura “dal basso” della fine della Repubblica romana. Lo studio di quell’assassinio, scrive Parenti, “rivela qualcosa di importante sulla natura del potere politico, del potere di classe e sulla lotta di un popolo per la democrazia e per la giustizia sociale, problemi che ci riguardano ancora da vicino”.

Completa il volume una postfazione inedita di Christian Parenti, che ripercorre la vita e l’opera del padre. È stato uno storico e politologo americano. Nato nel 1933 e cresciuto a East Harlem, a New York, in una famiglia operaia italoamericana, ha conseguito il dottorato in Scienze politiche alla Yale University e insegnato in diverse università negli Stati Uniti e all’estero. Autore di ventiquattro libri (tra i più noti: Democracy for the Few, Inventing Reality e Blackshirts and Reds) tradotti in molte lingue, ha indagato i rapporti tra potere economico e politica, il ruolo dei media, l’imperialismo e la costruzione ideologica della storia. Nel 2014 ha ricevuto il premio alla carriera degli American Book Awards. È scomparso nel gennaio 2026.

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