LA SPEZIA ESTATE FESTIVAL inizia il primo luglio con la messa in scena di FURIOSO del BALLETTO CIVILE.
«E quale è di pazzia segno più espresso che per altrui voler perder sé stesso?» scriveva Ludovico Ariosto nel suo Orlando Furioso nel 1516. La compagnia mette in scena la sua riflessione sull’opera: FURIOSO viene definito“uno studio sulla fragilità come condizione del contemporaneo”, non spettacolo, ma attraversamento, non narrazione, ma dispositivo di percezione. “Non è un mito rimesso in scena: è un invito a riconoscere il nostro stesso smarrimento, a trasformarlo, a renderlo fertile”.
La compagnia esprime il proprio allestimento come “un salto nel vuoto in cui la comunità si riconosce specchiata” e poi afferma: “Il corpo del performer — spezzato, evanescente, epifanico — è al centro del lavoro: un corpo che si espone allo sguardo, che muta nella sua stessa presenza, che porta con sé tutte le sue contraddizioni. Come il poema ariostesco, anche questo corpo è polifonico, attraversato da forze divergenti, da identità che si sovrappongono, da desideri che generano scissioni e nuove possibilità.
Balletto Civile affronta l’Orlando Furioso come un organismo vivo, un poema senza un unico protagonista, in cui la voce passa da un personaggio all’altro come linfa dentro un unico immenso corpo narrativo.Una trama si intreccia nell’altra, e ciò che accade non appartiene mai davvero a uno solo”.
Perché parlare oggi di un poema cavalleresco, tornare ad Ariosto, in un mondo che sembra correre in una direzione completamente diversa da quella dei paladini? La risposta della compagnia è “Perché — sotto l’armatura — non ci sono eroi, ma esseri in frantumi. I miti servono ancora, non per raccontarci un passato antico, ma per aprire varchi nel presente”.
Il festival vedrà in scena durante l’estate diverse proposte, tra teatro, danza, comicità, narrazione, musica e illusionismo, dando spazio a protagonisti affermati e nuove voci della scena italiana, da Massimo Lopez a Roberta Bruzzone, da Bergonzoni a Pisu, solo per citarne alcuni.
