Sospese le sanzioni alla relatrice Francesca Albanese. Riparte la Flotilla

A prendere la decisione il giudice distrettuale Richard Leon. La sinistra italiana è entusiasta della svolta. Adesso si attende l'appello della sentenza definitiva.

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15 Maggio 2026 - 13.47 Culture


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È stato un giudice del Tribunale del District of Columbia a bloccare le sanzioni che il governo americano aveva imposto a Francesca Albanese, in seguito alle critiche della relatrice a Washington e contro Israele. Albanese ha annunciato la notizia anche con un post sul suo profilo X: «Il giudice ha stabilito che “tutelare la libertà di parola è sempre nell’interesse pubblico”», si legge. Vicenda accolta positivamente anche dalla sinistra italiana che la ritiene una “bellissima notizia”. Probabilmente il giudice distrettuale Richard Leon ha sostenuto che l’amministrazione Trump sia andata contro i diritti del “Primo Emendamento” quando, nel 2025, si è scagliato contro Albanese in seguito alle sue critiche a Israele. È stato quindi concesso l’appello della sentenza definitiva, in seguito alle valutazioni del tribunale.

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Albanese ritiene che Israele abbia commesso un “genocidio” e abbia violato i diritti umani a Gaza, segnalando alcuni funzionari israeliani alla Corte Penale Internazionale, tra cui Netanyahu. Trump, con un ordine esecutivo, aveva stabilito che chiunque avesse sostenuto la causa della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra contro Israele sarebbe stato sanzionato. Il giudice Leon è stato scelto dal presidente George W. Bush e nel parere motivato ha sostenuto che “Se Albanese si fosse invece opposta all’azione della Cpi contro cittadini Usa e israeliani, non sarebbe stata inserita nell’elenco delle persone sanzionate” e che “pertanto, l’effetto della designazione di Albanese è quello di ‘punire’ e, di conseguenza, di ‘reprimere le espressioni sgradite'”.

Le reazioni della sinistra italiana sono positive. Avs la giudica “una buona notizia” e Nicola Fratoianni commenta: “Una decisione importante. Per Francesca, certo. Ma anche per tutte e tutti noi. Perché colpire una relatrice speciale Onu per il suo lavoro significa mettere in discussione il diritto internazionale e mandare un avvertimento a tutte le persone solidali con la Palestina”. Poi aggiunge: “Oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo, ma non per questo dobbiamo abbassare la guardia. Perché questa vicenda non sarebbe mai dovuta accadere. E perché in tutto questo tempo il governo Meloni non ha trovato la forza, il coraggio, la dignità istituzionale di difendere una cittadina italiana, vittima di un governo straniero”.

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Anche il M5S si esprime entusiasta; il deputato Arnaldo Lomuti ha inoltre annunciato alla Camera che sulla Flotilla c’è anche un suo collega di partito: “Oggi riparte la Flotilla, da Marmaris, senza nessuna protezione istituzionale se non quella di un nostro collega del M5s, Dario Carotenuto, che oggi si è unito alla missione umanitaria”. Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, parla a nome del partito e “chiede al Ministro Tajani come intenda tutelare i cittadini italiani impegnati nella nuova missione della Flotilla”. Sollecitato a esprimere il suo parere sulla vicenda il ministro degli Esteri ha commentato: “Mica devo commentare le decisioni di ogni tribunale nel mondo”. A chi gli fa notare che il governo italiano non abbia mostrato interesse per la vicenda di Francesca Albanese, replica: “Le opposizioni possono sempre dire quello che vogliono in democrazia”.

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