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Al Met di New York un Raffaello tra concreta realtà e visione innovata

a mostra “Raffaello: Sublime poetry”, curata da Carmen Bamach, con oltre 200 opere ha l’intento di riattualizzare il genio urbinate, non più solo autore di Madonne idealizzate.

Al Met di New York un Raffaello tra concreta realtà e visione innovata
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24 Marzo 2026 - 16.21 Culture


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Inaugurata ieri al Metropolitan Museum di New York una mostra Raffaello: Sublime poetry. A cura di Carmen C. Bambach, che è esperta di disegno rinascimentale e a sua volta curatrice del Dipartimento di Disegni e Stampe al Met, la quale si dedica a questa rassegna monografica da otto anni.

L’esposizione prevede oltre 237 opere, tra dipinti, arazzi, disegni ed altro ancora, provenienti da collezioni pubbliche e private. Una cinquantina i prestiti provenienti dall’Italia, “uno dei partner più propizi del Met”, ha affermato Max Hollein, direttore del museo. Tra queste ricordiamo il Ritratto di Gentildonna, detto anche La Muta, e la Santa Caterina dalla Galleria Nazionale delle Marche, La Dama con l’Unicorno dalla Galleria Borghese, la Fornarina da Palazzo Barberini e la monumentale Estati di Santa Cecilia della Pinacoteca Nazionale di Bologna.

A questo monumentale capolavoro della maturità di Raffaello, realizzato nel 1518 per la cappella di Elena Duglioli a San Giovanni in Monte, poi vittima delle espropriazioni napoleoniche, la curatrice accosta un modello proveniente da Parigi, che rappresenta una nuova attribuzione al maestro di Urbino. 

L’intento della mostra – e di Carmen. C Bambach – è riattualizzare l’immagine di Raffaello, non più solo autore delle Madonne idealizzate la cui bottega produceva tanto da giungere ad una “sovrasaturazione” (scrive Alessandro Baldini su Ansa) ma un Raffaelleo che vuole emergere dal lavoro curatoriale è un idealista innovatore, la cui arte è radicata nel reale.

Un antesignano, in buona sostanza, un ricco imprenditore come dei più a noi vicini Andy Warhol o Jeff Koons. “Abbiamo restituito non solo il genio dell’artista, ma anche la persona dietro le opere”, ha spiegato Carmen C. Bambach. In mostra oltre a molti prestiti di altissimo livello, come la Madonna Alba della National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione del Louvre, si troveranno anche gli studi della Trasfigurazione, il capolavoro realizzato prima della morte, provenienti dalla Devonshire Collections di Chatsworth. 

La mostra sarà visitabile al Metropolitan Museum fino al 28 giugno 2026. 

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