L’aria di crisi nel mondo dell’editoria si fa sempre più pesante e lo dimostra anche la recente notizia della liquidazione volontaria di Hoepli. Su proposta del Cda l’Assemblea dei soci di Hoepli S.p.A. “ha deliberato lo scioglimento volontario della Società e la sua messa in liquidazione all’esito di una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva della Società”.
La scelta è stata presa seguendo “risultati di esercizio negativi correlati con l’andamento previsionale del mercato editoriale e librario” e il “gravoso conflitto endosocietario”.
La liquidazione volontaria è apparsa l’ “unica soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e assicurarne, per quanto possibile, la migliore salvaguardia”.
La gestione del caso è stata affidata all’avvocata Laura Limido per “assicurare una conduzione della liquidazione imparziale ed efficiente in un quadro di pieno rispetto dei diritti dei creditori, dei dipendenti e di tutti i soggetti interessati, con l’obiettivo di preservare il valore del patrimonio aziendale e di garantire la massima tutela possibile delle parti coinvolte”.
Il comunicato diffuso pone l’attenzione sulla riservatezza mantenuta fino a ora “pur a fronte dell’attenzione mediatica riservata da ultimo alle vicende societarie e occupazionali di Hoepli, nonché delle indebite affermazioni di soggetti non autorizzati” è stato imposto “dalla necessità di non anticipare fatti rilevanti prima dell’assunzione delle necessarie determinazioni da parte degli organi competenti. La decisione odierna consente ora di dare conto in modo compiuto del percorso deliberativo seguito, in un quadro di indipendenza, equilibrio e responsabilità”.
Il titolare di circa il 33% delle quote di Hoepli, Giovanni Nava, intende battersi ancora contro la liquidazione volontaria della società decisa dall’assemblea dei soci e afferma: “Continuerò la battaglia in tutte le sedi e con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge per cercare di salvaguardare l’attività della casa editrice e della libreria che sono un pezzo della storia d’Italia ancora oggi viva e produttiva grazie all’impegno dei 90 lavoratori e lavoratrici di Hoepli Spa”.
Tra i contrari anche la Cgil che ha previsto per sabato alle 11 un flash mob davanti alla libreria milanese e un portavoce afferma: “La liquidazione non è solo una resa imprenditoriale, ma è una mossa che antepone la drastica e frettolosa soluzione di screzi familiari al futuro di un’azienda, di 90 dipendenti, di una storica libreria indipendente, presidio culturale della città di Milano. Chiediamo a tutta la città di mobilitarsi e di partecipare al flash mob” aggiungendo poi “la storia di Milano non si liquida”.
