Un nuovo sondaggio conferma come ansia e stress siano sentimenti pervasivi negli studenti anche tra i banchi di scuola. L’AlmaDiploma di Bologna ha realizzato il sondaggio tra 24mila diplomati del 2025, a conclusione del proprio ciclo di studi. Coloro i quali hanno dimostrato maggiore soddisfazione per il proprio indirizzo sono stati gli studenti di liceo classico, un dato importante se si mette in relazione al calo progressivo di iscritti: il classico è infatti sceso ormai sotto al 5 per cento.
Il liceo linguistico, che viene scelto sempre da un maggior numero di studenti, dall’altra parte delude le aspettative. Il dato di maggiore preoccupazione resta quello relativo allo stato d’animo maggiormente diffuso dagli studenti: è l’ansia per il 48% di questi. A questo si accompagna dato la necessità per poco meno del 50% di parlare del benessere psicologico, della gestione dello stress e dei cambiamenti. Il secondo sentimento dopo l’ansia, che attanaglia maggiormente le studentesse, rispetto ai compagni, è l’insicurezza.
Per quanto riguarda gli argomenti che andrebbero maggiormente trattati in aula, dopo il benessere psicologico si trovano l’educazione finanziaria – prediletta per lo più dai ragazzi – e l’educazione sessuale. Meno interesse destano negli studenti gli argomenti che Paolo Di Stefano, sul Corriere della Sera, definisce pubblici, come la geopolitica che riceve solo il 36% di interesse, o le differenze etniche e religiose al 16%.
L’attenzione da parte solo del 13% degli studenti per le istanze ambientali, potrebbe decretare la chiusura della stagione dei Fridays for Future. Solo l’11% ritiene che il bullismo sia un’urgenza, un dato che dovrebbe farci interrogare, se davvero il bullismo attraversi una fase di minore aggressività, se invece i ragazzi abbiano imparato a normalizzare dinamiche di sopruso. In tutte le tipologie di indirizzi le studentesse ottengono voti migliori rispetto ai compagni maschi, cosa che continua a non tradursi in un maggiore successo quando in futuro queste entreranno nel mondo del lavoro.
Alla luce di questi dati emerge forte come la maggiore necessità espressa dagli studenti sia che la scuola debba fare di più per sostenere la vita emotiva e intima delle giovani generazioni. Una richiesta a cui dovrebbero assolvere le famiglie. Ci sarebbe quindi una domanda da porsi: gli studenti richiedono tale sostegno alla scuola perchè le famiglie non sono in grado di assolvervi adeguatamente per fragilità, indifferenza o eccessivo investimento emotivo nei confronti dei figli?
Un interrogativo che pone ancora Paolo di Stefano sul Corriere, che non può che essere condiviso. Un tempo alla scuola era deputata principalmente la crescita intellettiva dei giovani, al massimo civile. Oggi, invece, la richiesta da parte degli studenti di una maggiore attenzione al benessere della psiche è segno probabilmente di una maggiore consapevolezza, ma di converso, il disinteresse per il mondo esterno, la vita civile, i temi ambientali, riscrivono un nuovo paradigma.
