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L’Italia lontana dall’accessibilità: molti Comuni senza Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche

Mentre città come Firenze e Milano lo hanno hanno adottato, regioni come Calabria e Sardegna mostrano ritardi significativi.

L’Italia lontana dall’accessibilità: molti Comuni senza Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche
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2 Marzo 2026 - 19.31 Culture


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Nonostante siano trascorsi quarant’anni dalla legge 41 del 1986, molti comuni italiani restano indietro nell’eliminazione delle barriere architettoniche. Secondo una ricerca dell’Associazione Luca Coscioni, solo 43 capoluoghi di provincia su 118, pari al 36,4%, hanno effettivamente approvato un Peba (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) previsto dalla normativa.

Tra le città che hanno già adottato il piano, troviamo Firenze e Milano, ma anche L’Aquila, Potenza, Campobasso, Trento e Venezia. Il quadro mostra concentrazioni in Toscana (7 comuni) e in Emilia-Romagna e Lombardia (5 comuni ciascuna).

D’altra parte, 34 comuni (28,8%) risultano ancora privi di Peba o con informazioni insufficienti: tra questi spiccano Catanzaro, Napoli, Bari e Cagliari, con la Sardegna e la Calabria tra le regioni più indietro. Altri 25 comuni (21,2%) hanno piani in fase di realizzazione, mentre 16 amministrazioni (13,6%) dispongono di un piano non ancora approvato. Per quanto riguarda Roma, la ricerca non ha potuto valutare la situazione, perché la competenza è suddivisa tra i 15 municipi: solo 4 hanno risposto, ma nessuno di questi si è ancora adeguato.

Alessandro Gerardi, consigliere generale e legale dell’Associazione, ricorda che “in questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione” e che la giurisprudenza ha riconosciuto che l’assenza dei Peba costituisce una violazione di diritti. Grazie alle iniziative dell’Associazione, i tribunali hanno imposto a Comuni come Catania, Santa Marinella e Pomezia di adottare i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche entro tempi certi. L’Associazione continuerà a operare perché la legge venga rispettata e perché l’accessibilità diventi una questione culturale: “È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva.”

“A quarant’anni dalla legge istitutiva dei Peba”, conclude Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sui diritti delle persone con disabilità “l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali”. Non si tratta di un dettaglio tecnico, spiega, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità.

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