Sanremo, satira e riparazioni: l’assist politico di La Russa a Pucci e l'intervento di Bizzarri | Giornale dello Spettacolo
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Sanremo, satira e riparazioni: l’assist politico di La Russa a Pucci e l'intervento di Bizzarri

Il presidente del Senato invoca la presenza al Festival del comico milanese e l'altro comico genovese dice la sua. Conti invece si definisce "giullare indipendente".

Sanremo, satira e riparazioni: l’assist politico di La Russa a Pucci e l'intervento di Bizzarri
Il presidente del Senato Ignazio La Russa
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Marcello Cecconi Modifica articolo

24 Febbraio 2026 - 12.56 Culture


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Nel Paese dove la polemica dura quanto una story ma lascia cicatrici c’è il caso che intreccia satira, politica e identità. Sullo sfondo il Festival di Sanremo, al centro il comico Andrea Pucci, il presidente del Senato Ignazio La Russa e, di rimbalzo, Luca Bizzarri.

Conti aveva invitato Pucci al Festival e nei giorni successivi il comico meneghino non è stato l’attaccante ma l’attaccato. Sui social è finito nel mirino di chi lo considera un “energumeno comico” e, soprattutto, un “comico di destra”, definizione che lui stesso, con il gusto per l’auto-etichetta provocatoria, ha più volte evocato. La tempesta digitale ha avuto un effetto concreto: Pucci ha rinunciato all’invito al Festival. Un passo indietro motivato dal clima rovente, più che dal palcoscenico.

È qui che entra in scena La Russa. “Politico di destra”, se seguiamo l’auto-etichettature di Pucci, ma anche vicepresidente della Repubblica Italiana. Ignazio La Russa apre l’amato social e parla di “riparazione” per il Pucci che ha subito l’onta dell’odio che lo ha spinto a rinunciare all’invito di Conti. l’idea è che Sanremo possa diventare il luogo simbolico in cui restituire legittimità a un artista colpito da una campagna ostile attraverso un invito televisivo/politico. Insomma, una contro-narrazione in prima serata.

Sanremo, da sempre specchio delle tensioni italiane, si ritrova così trasformato in arena ideologica. Infatti ecco che arriva la risposta di Bizzarri, che via social ha “detto due cose” a La Russa: “Io non ci faccio neanche una puntata su sta’ roba qua perché non abbiamo più speranze, perché siamo un Paese di elettori rincoglioniti, perché se quello fa il presidente del Senato è perché siamo dei rincoglioniti”.

Intanto Sanremo sghignazza. Il tritatutto pop di canzoni, polemiche, identità gestito per l’ultima volta da Carlo Conti, costretto ad auto etichettarsi (anche lui) come “giullare indipendente” sta per prendere il via. Semmai resta da domandarsi se la satira ha bisogno di protettori identitari.

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