A Torino le xilografie di Katsushika Hokusai | Giornale dello Spettacolo
Top

A Torino le xilografie di Katsushika Hokusai

Dal 6 marzo nella Galleria Elena Salamon di Torino

A Torino le xilografie di Katsushika Hokusai
Preroll

redazione Modifica articolo

23 Febbraio 2026 - 17.22 Culture


ATF

La Galleria Elena Salamon di Torino presenta in Italia un’importante selezione di opere di Katsushika Hokusai, straordinario maestro dell’ukiyo-e e protagonista assoluto della cultura visiva mondiale. Artista instancabile e innovatore audace, Hokusai attraversò oltre settant’anni di attività cambiando più volte nome d’arte e sperimentando generi differenti: dalle vedute paesaggistiche ai manuali di disegno, dai soggetti teatrali alle figure leggendarie. La sua capacità di fondere osservazione naturalistica, tensione dinamica e raffinata sintesi grafica lo ha reso una figura imprescindibile non solo in Giappone, ma anche nella storia dell’arte occidentale.

Dal 6 marzo al 24 aprile, lo spazio espositivo di piazzetta IV Marzo, nel cuore del centro storico torinese, accoglie 180 xilografie dell’artista che più di ogni altro ha rappresentato un ponte ideale tra Oriente e Occidente. La sua influenza, a due secoli di distanza, continua a manifestarsi con sorprendente vitalità: dai manga contemporanei alla grafica digitale, dal design industriale alla moda di Kenzo, fino all’arte del tatuaggio. Le celebri inquadrature ardite e l’uso innovativo della prospettiva influenzarono anche gli impressionisti europei, contribuendo al fenomeno del Japonisme.

La curatrice Elena Salamon racconta: «Fu mia nonna a trasmettermi la passione per Hokusai. Dirigendo nel 1969 la prima galleria al femminile della città, fu pioniera nell’introdurre le stampe giapponesi a Torino. Mi insegnò a riconoscere l’essenzialità formale e la profonda liricità di Hokusai, espresse attraverso un linguaggio universale, capace di attraversare i secoli e parlare a pubblici di culture diverse. Questa mostra riunisce fogli acquisiti nel corso degli anni, costruendo un itinerario che ripercorre le tappe più significative e mature della sua produzione».

Il percorso espositivo si inaugura con due xilografie policrome appartenenti alla serie Tour delle cascate in varie province (Shokoku Taki Meguri, 1832-1834), opere in cui l’acqua diventa protagonista assoluta, resa con linee vibranti e composizioni vertiginose. Le cascate sono costruite attraverso un intreccio di segni curvilinei che suggeriscono energia e continuità, trasformando l’elemento naturale in una presenza quasi astratta e dinamica.

Di eccezionale rarità è Il demone Hannya che ride (Warai Hannya, 1831), uno dei capolavori più preziosi e meno comuni dell’intera produzione di Hokusai. L’opera colpisce per la forza espressiva del volto demoniaco, sospeso tra ironia e inquietudine, e rivela la capacità dell’artista di fondere suggestioni teatrali e tensione psicologica in un’immagine di grande impatto.

A testimonianza della prima fase creativa figurano otto fogli della serie conosciuta come Piccola Tōkaidō (Tōkaidō Gojūsan-eki, 1804), nei quali emerge già l’interesse per il paesaggio e per la narrazione del viaggio lungo la celebre via che collegava Edo a Kyoto. Pur nella loro essenzialità, queste stampe mostrano un’attenzione precoce alla costruzione dello spazio e al rapporto tra figura umana e ambiente.

Di altissimo rilievo critico sono inoltre le Cento vedute del monte Fuji (Fugaku Hyakkei, 1834-1835 circa): 102 stampe declinate in tre tonalità di grigio, considerate uno dei vertici assoluti della sua maturità artistica. In queste immagini il Monte Fuji non è soltanto un soggetto naturale, ma diventa simbolo spirituale e forma archetipica, osservata da prospettive sempre diverse e inserita nella quotidianità della vita giapponese.

Completa il percorso una selezione di 55 xilografie tratte dalla raccolta Trasmettere lo spirito, rivelare la forma delle cose attraverso un sol colpo di pennello, testimonianza della sua ricerca più intima e teorica, dove il gesto incisivo e immediato si fa strumento per cogliere l’essenza profonda della realtà, attraverso una sintesi formale sempre più essenziale.

Native

Articoli correlati