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Ad Amsterdam stop alla pubblicità inquinante

La città diventa la prima al mondo a proibire annunci che promuovono prodotti ad alto impatto climatico, come carne e combustibili fossili, rafforzando il proprio impegno ambientale

Ad Amsterdam stop alla pubblicità inquinante
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3 Febbraio 2026 - 00.49 Culture


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Amsterdam compie un passo storico nella lotta al cambiamento climatico: dal primo maggio 2026, cartelloni, pensiline degli autobus e altri spazi pubblici esterni non potranno più mostrare pubblicità di carne, combustibili fossili, voli aerei e crociere. La misura, approvata ieri dal consiglio comunale, rende la capitale olandese la prima città al mondo a rendere vincolante un divieto di questo tipo, consolidando una scelta già annunciata nel 2020 e ampliandola alla promozione di prodotti animali.

La normativa si applicherà esclusivamente agli spazi pubblici esterni, escludendo vetrine dei negozi e interni delle stazioni. Secondo Jenneke van Pijpen, consigliera comunale di GroenLinks, che insieme al Partij voor de Dieren ha proposto la legge, “Non puoi dire che prendi sul serio la politica climatica e continuare a permettere queste pubblicità”. Una presa di posizione chiara che sottolinea la necessità di coerenza tra parole e azioni, evitando di promuovere nei luoghi pubblici ciò che contribuisce maggiormente alle emissioni.

Il vicesindaco Melanie van der Horst ha però avvertito che l’applicazione del divieto dal primo maggio potrebbe essere prematura, a causa di contratti pubblicitari esistenti e possibili azioni legali. Già in passato L’Aia ha affrontato simili battaglie legali con associazioni di viaggio come Anvr e Tui, che contestavano il divieto come violazione della libertà di espressione e di impresa; i tribunali olandesi avevano però respinto i ricorsi.

Nonostante il peso commerciale sia limitato, infatti la pubblicità di carne rappresenta appena lo 0,1% degli annunci e quella dei combustibili fossili il 4,3%, il significato politico è enorme. La pubblica amministrazione sceglie di non promuovere ciò che contraddice i propri obiettivi climatici.

I dati rendono chiaro il contesto. Nel 2023, secondo il World Food and Agriculture Statistical Yearbook 2025 della Fao, i sistemi agroalimentari globali hanno prodotto 16,5 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente, con un aumento del 7% rispetto al 2000, di cui oltre la metà derivante da alimenti di origine animale. Il settore da solo è responsabile del 30% delle emissioni totali di gas serra e potrebbe compromettere gli obiettivi climatici anche se si eliminassero oggi tutti i combustibili fossili. Senza interventi, la Fao stima che entro il 2050 queste emissioni potrebbero crescere del 20%, con i bovini responsabili da soli di 3,8 miliardi di tonnellate di CO₂ annue, pari al 62% del settore zootecnico.

Secondo Greenpeace, le 45 maggiori aziende produttrici di carne e latticini hanno generato oltre un miliardo di tonnellate di gas serra tra il 2022 e il 2023, più di quanto emesso dallo stato dell’Arabia Saudita. La produzione di un chilogrammo di carne bovina genera mediamente 23,1 kg di CO₂ equivalente, e in Europa gli allevamenti intensivi emettono 502 milioni di tonnellate all’anno, più di tutte le automobili continentali.

Per quanto riguarda i combustibili fossili, il carbone è responsabile del 42% delle emissioni, il petrolio del 33% e il gas del 21%, con concentrazioni atmosferiche di CO₂ ormai a 425,7 ppm nel 2025, +52% rispetto ai livelli preindustriali. L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha ribadito che per limitare il riscaldamento a 1,5°C non sono necessari nuovi progetti convenzionali di petrolio e gas e che entro il 2035 il 95% degli investimenti energetici dovrà essere in energie pulite.

Amsterdam si inserisce così in un movimento già presente nei Paesi Bassi, con città come L’Aia, Utrecht, Delft, Nijmegen, Haarlem e Bloemendaal che hanno adottato divieti simili. L’obiettivo della capitale è puntare a diete per il 50% a base vegetale entro il 2050. L’organizzazione ProVeg International ha accolto positivamente la decisione, sottolineandone i benefici climatici, sanitari e per il benessere animale. Anche se la strada sarà lunga di ostacoli legali ed economici, la capitale olandese è decisa a dimostrare coerenza.

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