Non solo distruzione: il Ciclone Harry fa riemergere reperti archeologici | Giornale dello Spettacolo
Top

Non solo distruzione: il Ciclone Harry fa riemergere reperti archeologici

La perturbazione che si è abbattuta sulla Tunisia negli ultimi giorni ha riportato in superficie nuovi resti, potrebbero appartenere alla città di Nèapolis.

Non solo distruzione: il Ciclone Harry fa riemergere reperti archeologici
Preroll

redazione Modifica articolo

23 Gennaio 2026 - 17.05 Culture


ATF

Il ciclone mediterraneo Harry, perturbazione meteorologica che ha colpito la Tunisia negli ultimi giorni, ha avuto effetti persino sul patrimonio archeologico lungo la costa. La mareggiata ha colpito con violenza soprattutto i governatorati di Nabeul e Mahdia, portando alla luce reperti nascosti sotto la sabbia o sommersi parzialmente. L’evento ha spinto le autorità tunisine ad inviare squadre di specialisti sul campo per effettuare verifiche e attuare eventuali misure di protezione.

Come riportato dal ministero tunisino degli Affari culturali in una nota, la squadra scientifica si è recata sul sito antico di Néapolis, a Nabeul, e nelle zone circostanti per verificare le condizioni del terreno, documentare le strutture riemerse e valutare il generale stato del sito. Ahmed Gaddoum, direttore del dipartimento di archeologia subacquea, ha invitato le squadre ad agire con cautela, aspettando il miglioramento delle condizioni meteorologiche per ottenere un quadro più preciso ed agire in sicurezza.

Allo stesso tempo, nel governatorato di Mahdia, un team di ispezione regionale appartenente al patrimonio di Sahel è stato inviato in diversi siti per svolgere le prime valutazioni e mettere in atto le misure di sicurezza. I residenti di Nabeul hanno segnalato la comparsa di blocchi lapidei, colonne e porzioni murarie, innescando l’ipotesi di un collegamento con l’antica città punica e poi romana di Nèapolis, sommersa da quasi due millenni. Le ipotesi non sono ancora state confermate e richiedono ulteriori verifiche scientifiche che confermino il reale collegamento con la città antica, da sempre al centro di ricerche subacquee.

Gli esperti ricordano l’elevata esposizione dei siti costieri ad erosione marina, che deve essere ridotta attraverso interventi strutturali di protezione del litorale, facendo riferimento a un progetto futuro di sistemazione costiera previsto dalla città di Nabeul sotto supervisione del ministero tunisino dell’Ambiente.

Native

Articoli correlati