di Gabriele Bisconti
Una sconfitta bruttissima, atroce per il basket italiano e, a ben vedere, per tutto lo sport del Bel Paese. Possiamo riassumere con queste parole quanto accaduto ieri pomeriggio quando, al termine di una riunione congiunta con la Lega Basket, la FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) ha comunicato l’esclusione della Trapani Shark dal campionato di Serie A di basket attualmente in corso.
Nel documento diramato dalla Federazione, lungo e dettagliato, il Giudice Sportivo ripercorre gli ultimi episodi, compresa la partita di Champions League persa per forfait la settimana scorsa (con solo un atleta in campo) contro l’Hapoel Holon. Si ricordano anche le molteplici sanzioni inflitte alla squadra siciliana per tesseramenti irregolari, penalizzazioni (per mancati pagamenti di Irpef e Inps nel 2025), mancato rispetto delle regole contrattuali e comportamenti ritenuti lesivi dell’immagine del movimento cestistico italiano.
Nella nota si parla esplicitamente di un comportamento “elusivo”, “strumentale” e finalizzato a “falsare la regolarità del campionato”, con la chiara intenzione di evitare la seconda sconfitta a tavolino che avrebbe comportato il ritiro automatico.
Conseguentemente al terremoto in casa Trapani, ha subito uno scossone anche la classifica di Serie A. Infatti, essendo state annullate tutte le partite disputate dalla compagine siciliana, le squadre che avevano vinto contro gli Shark (Tortona, Sassari, Trento, Virtus Bologna e Varese) hanno perso così due punti in classifica.
Pertanto la nuova graduatoria del campionato di Serie A di basket è la seguente :Bologna 24 punti, Brescia 24 punti, Milano 20 punti, Venezia 20 punti, Tortona 18 punti, Trieste 14 punti, Udine 12 punti, Napoli 12 punti, Cremona 12 punti, Trento 12 punti, Varese 10 punti, Sassari 10 punti, Reggio Emilia 8 punti, Treviso 6 punti, Cantù 6 punti.
Oltre che sull’esclusione di Trapani dal massimo campionato cestistico italiano, occorre riflettere anche sugli strascichi strettamente legati a questo brutto evento. Innanzitutto è stata danneggiata una piazza, quella trapanese, che non meritava certo un epilogo simile e che, anche nell’ultima partita contro Trento, ha mostrato un enorme senso di appartenenza ai colori granata (sabato pomeriggio circa 1300 tifosi si sono assiepati sugli spalti nonostante la disastrosa situazione societaria).
In secondo luogo, è stato “macchiato” l’inizio di carriera di due giovani cestisti, Salvatore Alberti e Flavio Giacalone, gettati nella mischia nell’ultimo match giocato e costretti a ricordare il loro esordio in Serie A come una delle pagine più tristi nella storia dello sport.
Infine, sul banco degli sconfitti c’è anche il basket italiano, costretto nuovamente a fare i conti con una situazione incresciosa sotto tutti i punti di vista. Qualcosa di più ancora avvilente, a sette anni di distanza, del caso Mens Sana Siena, che nel 2019 venne estromessa dal campionato di Serie A2 perché contro Biella mandò in campo solo giocatori delle giovanili, violando così un principio cardine della competizione, vale a dire quello di “non schierare la miglior formazione possibile”.
Il presidente Antonini, che ha anche la squadra di calcio di Trapani, penalizzata anch’essa con simili motivazioni, ha cercato di fare ricorso contro le sanzioni, sostenendo che Trapani fosse stata truffata, ma non ha avuto il successo sperato. Cala così il sipario sulla Trapani Shark. Tutti hanno perso, lo sport in primis.