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Stonehenge: nuovi indizi sulla costruzione del sito

Lo studio di un reperto archeologico ritrovato cent'anni fa potrebbe confermare precedenti teorie e suggerire nuovi percorsi di ricerca.

Stonehenge: nuovi indizi sulla costruzione del sito
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29 Agosto 2025 - 20.29 Culture


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Un nuovo studio rivela che il complesso megalitico di Stonehenge potrebbe essere stato costruito con massi trasportati dal Galles fino alla piana di Salisbury durante il Neolitico sfruttando animali da traino. A sostenerlo uno studio basato sull’analisi di un antico dente bovino ritrovato nel sito archeologico all’inizio del Novecento. Pubblicata sul Journal of Archaeological Science da un team britannico guidato dall’archeologo Michael Parker Pearson dello University College di Londra, la ricerca ha preso in esame una mascella bovina scoperta nel 1924 nei pressi dell’ingresso sud del monumento.

L’analisi chimica di un molare ha rivelato che il reperto risale al periodo di costruzione di Stonehenge, tra il 2995 e il 2900 a.C., e che apparteneva a un animale proveniente molto probabilmente dal Galles. Questo risultato rafforza l’ipotesi secondo cui la forza bovina era stata impiegata per trasportare i megaliti, specialmente le cosiddette pietre blu (più piccole e scure) le quali, come confermato già da altri studi, provengono dalle colline gallesi di Preseli.

Lo studio isotopico ha permesso di ricostruire diversi aspetti della vita dell’animale: ossigeno e carbonio hanno rivelato che il dente documenta circa sei mesi di crescita, dall’inverno all’estate, e che la dieta variava con le stagioni — foraggio boschivo nei mesi freddi e pascolo aperto in quelli caldi. Gli isotopi di stronzio hanno evidenziato invece che le risorse alimentari provenivano da aree geologiche differenti, segno di spostamenti stagionali o di un foraggio invernale importato, mentre gli isotopi di piombo indicherebbero l’origine legata a rocce paleozoiche molto antiche. Queste sarebbero compatibili a quelle del Pembrokeshire, in Galles, dove si trovano i giacimenti delle pietre blu utilizzate nel sito di Stonehenge.

Tali insoliti livelli di piombo potrebbero però non essere legati a elementi geografici bensì essere il risultato dello stress fisiologico di una gravidanza o dell’allattamento. Ulteriori analisi specifiche sui peptidi hanno infatti confermato che l’animale era una femmina e perciò il mistero di Stonehenge non è ancora risolto.

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