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A Jon Fosse, il norvegese premio Nobel, l'Alloro di Dante

L'incoronazione del letterato avverrà venerdì 3 maggio nella basilica di San Francesco a Ravenna davanti ad autorità istituzionali e religiose

A Jon Fosse, il norvegese premio Nobel, l'Alloro di Dante
Jon Fosse, Premio Nobel per la letteratura 2023
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30 Aprile 2024 - 15.12 Culture


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Arriva per la prima volta in Italia, dopo aver ricevuto il premio Nobel per la letteratura 2023, il norvegese Jon Fosse. L’appuntamento è per venerdì prossimo, 3 maggio alle ore 21,00, nella Basilica di San Francesco a Ravenna, per essere incoronato con l’Alloro di Dante.

Dopo il cardinale José Tolentino de Mendonça e i poeti internazionali Matt Sedillo, Eliran Dayan e Mark Lipman, l’ambito riconoscimento legato alla tradizione dantesca viene assegnato per la prima volta ad un Nobel. L’annuncio arriva da Rinascimento Poetico, il movimento fondato da Paolo Gambi, in collaborazione con il Centro Dantesco dei frati minori conventuali diretto da Padre Ivo Laurentini.

All’evento patrocinato dal Ministero della cultura e dal Comune di Ravenna saranno presenti il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e monsignor Paul Tighe, Segretario del Dicastero vaticano per la cultura e l’educazione, oltre a varie autorità e rappresentanti del mondo editoriale italiano. “Siamo molto felici che Jon Fosse abbia accettato di ricevere l’Alloro di Dante – dice Paolo Gambi, ideatore e direttore artistico del premio – Nella sua profondità, nel suo approccio mistico e nella sua capacità di usare la parola per abbracciare tutte le arti, c’è molto dello spirito di Dante in lui”.

Invece padre Laurentini aggiunge “Nelle sue opere sa dare ‘voce all’indicibile’, grazie alla sua grande spiritualità e al suo misticismo che si alimentano al suo interesse per la Bibbia. La nostra Basilica, intitolata a San Francesco e che ha accolto anche Dante Alighieri, due grandi ‘mistici del medioevo’ che hanno cercato e trovato Dio dopo essersi smarriti nella ‘selva oscura’, accoglierà con gioia Jon Fosse per sentire la sua testimonianza volta a ‘migliorare il mondo’, oggi come allora tanto bisognoso di spiritualità. La sua grande produzione letteraria possa sfidare i secoli, come quella di Francesco e Dante”.

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