L'immunologo Forni: "Con la variante Delta rischiamo molti morti tra i non vaccinati"

L'esperto: "Chi è vaccinato con due dosi è piuttosto protetto. Mi preoccupano quei circa 2,8 milioni di over 60 che ancora non si sono immunizzati per niente".

L'immunologo Guido Forni

L'immunologo Guido Forni

globalist 21 giugno 2021

Un appello che dovrebbe far riflettere coloro i quali ancora sostengono che il vaccino sia un’arma inutile per combattere il virus.

Secondo l'immunologo Guido Forni se la variante Delta del Covid "si diffondesse, il numero di morti potrebbe essere elevato".

"È improbabile che non succeda. E' già in Gran Bretagna, dunque vicina - ha affermato in una intervista l'esponente dell'Accademia dei Lincei -. Chi è vaccinato con due dosi è piuttosto protetto. Mi preoccupano quei circa 2,8 milioni di over 60 che ancora non si sono immunizzati per niente". 

Forni ha spiegato che "la soluzione è farsi trovare tutti vaccinati. Quando in laboratorio si osservava che un vaccino non rispondeva bene, si provava ad alternarlo a un composto differente e allora sì che il sistema immunitario si attivava. La parola eterologa forse spaventa, si pensa a qualcosa di estraneo mentre indica una pratica ben conosciuta e consolidata. Il sistema immunitario va allenato".

Altro aspetto fondamentale da controllare, secondo l'immunologo, è la distribuzione dei sieri a tutti i Paesi. "Il rischio di questa e altre mutazioni non si estinguerà se la distribuzione dei vaccini nel mondo non sarà uniforme - ha sottolineato -. E' necessario rifornire tutti gli Stati attraverso le organizzazioni internazionali non solo per una questione umanitaria ma anche perché è fondamentale bloccare il virus ovunque e impedire che si modifichi. Il Sars-CoV-2 proverà sempre ad acquisire vantaggi su di noi e più lo lasciamo replicarsi più proverà a cambiare. Protetti dalla doppia dose, anche infettandosi non ci si ammala gravemente e quasi nessuno muore".

Forni è, invece, dubbioso, sulla possibilità di togliere la mascherina all'aperto. "Mi sembra che non sia il momento migliore per fare i capricci sulla mascherina. È un fastidio ma anche un salvavita".