La cultura riparte, Mattarella: “Il futuro è bello”. Ma incassi e pubblico sono già in calo

Comprensibile pensare che, dopo un anno e mezzo di limitazioni, molti al chiuso di una sala cinematografica preferiscano l’aria aperta. Questa preferenza si riflette nei dati.

La cultura riparte, Mattarella: “Il futuro è bello”. Ma incassi e pubblico sono già in calo
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Giuseppe Cassarà Modifica articolo

11 Maggio 2021 - 17.10


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Nello stesso giorno della riapertura della Scala di Milano, dopo quasi 200 giorni di chiusura a causa del Covid, un’altra importante manifestazione culturale si è svolta oggi al Quirinale: i David di Donatello, in forma molto contenuta rispetto al solito, sono stati presentati da Geppi Gucciari alla presenza del padrone di casa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Il David scandisce una festa importante per il nostro Paese. L’anno scorso non è stato possibile svolgere questa cerimonia quest’anno averla potuto svolgerla rappresenta un segnale di ripartenza e di speranza”.

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“L’industria del cinema e dell’audiovisivo rappresenta un “patrimonio che appartiene a tutti gli italiani, è un bene indivisibile. Siamo però di nuovo chiamati a ripartire, non solo a proseguire e avvertiamo il senso di una missione comune. Tutti concordano che dopo il covid non torneremo alla realtà di prima ma ci troveremo in scenari nuovi. Adesso le sale ripartono. Le sale del cinema sono un luogo prezioso per la vita delle città, così come i teatri, i musei e tutti i luoghi della cultura. È giusto che le istituzioni vi sostengano in questa sfida. Istituzioni e operatori uniti nell’obiettivo di rafforzare le produzioni nazionali. Il domani del cinema sarà certamente bello”, ha detto ancora Mattarella.

“Desidero rivolgere un pensiero a tre grandissime personalita’ legate al mondo dello spettacolo che sono scomparse di recente: Ennio Morricone, Franca Valeri e Gigi Proietti. La loro morte ha reso ancora più triste il periodo della pandemia. Fanno parte a pieno titolo del patrimonio culturale del nostro Paese e non saranno dimenticati, non sarebbe possibile – ha detto il presidente della Repubblica -. Sono certo che se fossero ancora tra noi incoraggerebbero tutti ad avere e trovare la forza e la determinazione per andare avanti, per ricominciare, per mettere in cantiere i progetti rimasti nel cassetto, per restituire pienamente al lavoro le straordinarie maestranze e le tante professionalità che fanno di questo settore non soltanto una eccellenza della nostra cultura e della sua espressione artistica ma anche una industria di rilievo per l’Italia”. 

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Arrivano nel mentre i primi dati della riapertura delle sale cinematografiche, che hanno un concorrente ‘sleale’, ossia la bella stagione. Comprensibile pensare che, dopo un anno e mezzo di limitazioni (e la minaccia costante di una nuova impennata dei contagi, anche se ridimensionata da una campagna vaccinale che finalmente sembra aver preso il giusto ritmo), in molti al chiuso di una sala cinematografica preferiscano l’aria aperta.

Questa preferenza si riflette nei dati: è sceso il totale degli incassi, pari a 435.875 euro rispetto ai 615.859 della scorsa settimana (la prima dopo le riaperture), e il numero di spettatori, nel week end 66.285 (rispetto ai 91.064 dello scorso fine settimana).

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